Brunello di Montalcino DOCG

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La storia del Brunello di Montalcino DOCG, il vino più venduto e più ricercato in Italia e all’estero, è molto antica e affonda le sue radici nelle campagne garibaldine, quando Jacopo Biondi, Ferruccio, reduce da quelle battaglie trovò i suoi vigneti aggrediti dall’oidio e dalla peronospora; per salvare il salvabile decise così di dedicarsi alle cure di uno solo di quei vitigni e precisamente del Sangiovese Grosso. Dopo vari esperimenti e prove riuscì a ricavare da quel vitigno un vino che lasciò riposare in botti di rovere per dieci anni, nel 1888 presentò il suo prodotto sul mercato dell’epoca e riuscì a riscuotere un enorme successo.

La storia di questo grande vino però non si fermò qui e infatti, dopo  tre quarti di secolo, quel vino invecchiato per dieci anni fu riscoperto e reintrodotto sul mercato grazie anche a dei grossi investimenti fatti dai viticoltori dell’epoca; il successo di quel vino, che divenne poi il Brunello di Montalcino, non è mai finito e a tutt’oggi la produzione del Brunello raggiunge i 50.000 hl che sono pari a 6.700.000 bottiglie circa all’anno.

Il consenso ottenuto anche sui mercati inglesi e americani ha portato il Brunello di Montalcino ad essere il prodotto d’eccellenza sul panorama mondiale, l’area di produzione, tutelata dalla DOCG Brunello di Montalcino, è delimitata al comune di Montalcino, che si trova nella provincia di Siena, e che è delimitato dalle valli dell’Orcia, dell’Asso e dell’Ombrone. I vitigni sono protetti dalla presenza del Monte Amiata in zona sud-est che li ripara da intemperie, gelate e brinate invernali; durante il periodo vegetativo della vite il clima è comunque mite con belle giornate di sole che consentono una maturazione graduale e completa dei grappoli.

Il vino è ottenuto da uve di una particolare varietà del Sangiovese, il Brunello dopo la fermentazione che viene effettuata spesso in acciaio inox, viene invecchiato per 4 anni in botti di rovere molto grandi e di capacità che vanno dai 30 ai 100 ettolitri; le proprietà organolettiche di questo grande vino ne fanno un prodotto dal colore rosso rubino molto carico e con riflessi arancio, il suo profumo è ampio e ricco e si possono avvertire sentori di viola e vaniglia. Al palato è asciutto, caldo e un po’ tannico, robusto, armonico e molto persistente; una delle caratteristiche principali del Brunello di Montalcino riguarda l’invecchiamento che può durare anche oltre i 20 anni e la sua gradazione alcolica minima è di 12,5°.

Date le sue grandi doti di vino nobile, il Brunello di Montalcino necessità di alcune accortezze fondamentali e importanti: per quanto riguarda la bottiglia infatti essa deve essere mantenuta ad una temperatura e ad un’umidità minima  costante compresa tra i 16° e i 20°, per non far penetrare all’interno ossigeno e altri eventi dannosi. La bottiglia va poi disposta in modo orizzontale per mantenere umida la parte del tappo che sta a contatto col vino, questo fa sì che il tappo non possa essiccarsi favorendo un suo possibile ritiro e con la conseguente penetrazione di ossigeno all’interno della bottiglia che deteriorerebbe il vino.

La bottiglia va sempre mantenuta al riparo dalla luce e, nei casi in cui il Brunello abbia un invecchiamento piuttosto lungo, alcune aziende vinicole procedono al rituale della ricolmatura, che consiste nell’aggiunta di altro vino della stessa annata e alla sostituzione dei tappi di sughero. Tutto questo consente al Brunello di Montalcino di raggiungere periodi di conservazione anche secolari e, la pratica della ricolmatura, viene eseguita rigorosamente davanti ad un notaio. Gli abbinamenti consigliati con il Brunello sono a base di carni rosse stufate, pepose e brasate, anche la selvaggina a base di cinghiali, cervi e caprioli si abbina benissimo con questo vino; formaggi stagionati e piccanti possono essere anch’essi abbinati stupendamente con il re dei vini mondiali come il Brunello di Montalcino DOCG.

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