Il Torbato di Alghero

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Il vitigno Torbato a bacca bianca appartiene alla famiglia delle Malvasie ed  è noto anche come Vitis Iberica , in dialetto Uva Catalana o Turbat, particolare che riconduce le sue origini alla dominazione spagnola.

torbatoProprio la sua appartenenza alle Uve Malvatiche, farebbe pensare che provenisse dal Mar Egeo , in cui la coltura dei vitigni si praticò dall’epoca più antica, e da qui probabilmente giunse in Catalogna.

I primi documenti che parlano del Torbato in modo continuativo risalgono al 1500 ma sembra che  la data di importazione del vitigno ad opera di alcuni agricoltori catalano-aragonesi si collochi anche prima, a metà del 1300.

Pur essendo stato presente in alcune zone della Francia in passato con l’appellativo di Malvoisie de Roussilon oggi è quasi del tutta scomparsa la sua coltivazione ad eccezione della Sardegna, dove la coltura del Torbato è concentrata  quasi esclusivamente nel territorio di Alghero, nei vigneti della Sella e Mosca per un’estensione poco inferiore ai 150 ettari.  In Catalogna e in Roussillon ne rimarrebbe infatti solo qualche traccia mentre sembra che  nella Francia  meridionale attualmente il Torbato venga utilizzato come vino secco da accompagnare con vini dolci.

Le  difficoltà della vinificazione, che hanno portato alla quasi totale scomparsa della coltura di questo vitigno, sono legate alla sua sensibilità alle malattie e agli insetti ma anche all’eccessiva fibrosità dei suoi acini.

Il clima caldo e asciutto, le caratteristiche argillose e calcaree della pianura algherese unitamente alle posizioni non eccessivamente elevate del vitigno, rappresentano le condizioni ideali per la produzione del vino Torbato, la cui variante è uno spumante Brut, entrambi fregiati della classificazione DOC.

La produzione del vino Torbato si articola in tre tipologie: quello secco,il tipo extra e il passito.

  • Il Torbato secco presenta un caratteristico colore giallo paglierino, al palato risulta fruttato e leggermente amarognolo; il tipo extra e il passito sono accomunati da una medesima tecnica di produzione, che prevede di far appassire l’uva al sole, e da un colore giallo dorato tendente all’ambrato nel passito, dal gusto più liquoroso rispetto al Torbato di tipo extra.
  • Il Torbato secco viene  servito alla temperatura di 10 gradi e si accompagna molto bene con tutti i tipi di pesce anche se il connubio perfetto lo si raggiunge abbinandolo alle zuppe di pesce, ai crostacei (in particolare l’aragosta) e ai frutti di mare.
  • Il tipo extra si può invece servire come aperitivo, alla temperatura ambiente di 20 gradi ma si sposa bene anche con il dessert, che si accompagna spesso anche al passito, essendo questo un vino liquoroso.

Le tre tipologie di Torbato presentano gradazioni alcoliche differenti che vanno dai 13-14 gradi del tipo secco ai 15- 16 del tipo extra per arrivare ai 18-19 del passito.

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