Lacryma Christi

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Con il nome di Lacryma Christi si indica un vino Doc originario della Campania. Noto anche come Lacryma Christi del Vesuvio, la sua produzione si concentra esclusivamente nei territori alle pendici del famoso vulcano napoletano. Si tratta di un vino antichissimo, prodotto e bevuto fin dall’antichità come testimoniato dalle numerose e suggestive leggende legate al suo nome.

La più affascinante è quella secondo la quale la vite del Lacryma Christi sarebbe stata originata direttamente dalle lacrime di Dio che pianse individuando nel Golfo di Napoli una parte di Paradiso sottratta da Lucifero nella sua caduta verso gli Inferi. Rimandi a questo vino sono presenti anche in numerosi affreschi conservati all’interno degli Scavi di Pompei, come il celebre affresco di “Bacco sul Vesuvio”. Al di là delle leggende si pensa che questo vino sia stato prodotto per la prima volta in un convento sulle pendici del Vesuvio, da un gruppo di monaci.

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Produzione

La Denominazione di Origine Controllata per il Lacryma Christi è relativamente recente essendo stata istituita solo nel 1983. Secondo il disciplinare di produzione questo vino deve essere prodotto esclusivamente con uve della varietà Coda di Volpe (bianco) e Piedirosso o Per ‘e Palummo (rosso). Le uve possono essere coltivate solo in 15 comuni della provincia di Napoli che sono: San Sebastiano al Vesuvio, Boscoreale, Boscotrecase, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Trecase, Terzigno, Torre Annunziata, Ercolano, Portici, Torre del Greco, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, Cercola e Somma Vesuviana.

Comuni in cui storicamente vengono coltivate varietà autoctone delle uve utilizzate per la produzione di questo vino. Il disciplinare, inoltre, prevede una gradazione alcolica di 12 gradi. Il vino prodotto con le stesse uve del Lacryma Christi, ma, con una gradazione inferiore, pari a 11 gradi,  viene imbottigliato con la sola denominazione di “Vesuvio” e corrisponde a circa il 10% della produzione totale.

Caratteristiche

La vinificazione del Lacryma Christi può essere bianca, rossa o rosata. Il bianco si riconosce per il caratteristico color giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso ha un profumo intenso, tipico delle ginestre vesuviane, delle mele cotogne e delle pesche gialle coltivate in quei territori. Il sapore è secco e ben strutturato, con note fruttate e floreali molto persistenti. Viene prodotto per l’80% con uve di Coda di volpe e per il 20% con uve di Falanghina o Greco di Tufo. Il vino rosso è quello più famoso. Color rosso rubino, al naso ha un profumo intensamente speziato con sentori di frutti rossi. E’ un vino corposo e secco. Viene prodotto con l’80% di uve di Piedirosso o Sciascinoso e con il 20% di uve di Aglianico. Il rosato, infine, è prodotto con le stesse uve del rosso e presenta un colore rosso meno intenso. E’ un vino piacevole al palato con sentori fruttati molto simili al rosso.

Abbinamenti

Il Lacryma Christi bianco deve essere servito ad una temperatura di 10-12 gradi circa. Si abbina bene con piatti a base di pesce e in particolare con crostacei e molluschi. Ottimo anche in abbinamento con verdure e formaggi freschi. Il Lacryma Christi rosso deve essere servito a temperatura ambiente. La sua corposità lo rende particolarmente adatto per abbinamenti con primi strutturati, carni rosse, selvaggina, sughi a base di carne e formaggi piccanti dai sapori forti. Il Lacryma Christi rosato, infine, è particolarmente indicato per accompagnare le carni bianche, i risotti e i piatti a base di verdure.

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