Quando e come imbottigliare il vino? Scopriamo i giusti accorgimenti

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La produzione domestica del vino deve essere necessariamente seguita dalla fase di imbottigliamento che, ovviamente, necessita di diversi accorgimenti affinché possa essere svolta in maniera ottimale e senza nessuna imprecisione.

Ecco tutto quello che occorre sapere per svolgere questa procedura piuttosto semplice, ma che richiede parecchia attenzione.

Quando è consigliato imbottigliare il vino

Secondo la tradizione il periodo di imbottigliamento del vino è quello durante la fase di luna nuova. Ovviamente, si tratta semplicemente di un’antica credenza, ma viene utilizzata ancora oggi e permette di regolarsi con precisione sul periodo di imbottigliamento del vino.

Il mese perfetto per l’imbottigliamento del vino è marzo, un periodo da prediligere se si decide di consumare il vino entro la fine dell’anno. Durante il periodo invernale, ovvero a partire da dicembre fino a marzo dell’anno successivo, si potrebbero formare dei piccoli detriti che potrebbero rendere meno piacevole il sapore del vino che si produce in casa, quindi è sconsigliato sfruttare tale periodo per gustare il proprio prodotto, e non per imbottigliarlo.

Se, invece, si vuole conservare il vino anche per diversi anni, è consigliato sfruttare il mese di settembre, ossia quello della vendemmia. Durante questo periodo dell’anno, l’uva viene raccolta e trattata con estrema attenzione facendo in modo che tutte quelle particolari sostanze che potrebbero rovinare il buon sapore di un vino si palesino nella bottiglia. Ecco quindi che durante questo periodo l’uva viene sottoposta a un trattamento adeguato grazie al quale è possibile evitare che il prodotto finale possa essere in qualche modo alterato.

Pertanto, il vino da consumare entro l’anno va imbottigliato a marzo, mentre quello da conservare a settembre. Se non avete l’occorrente, si può acquistare comodamente online su tanti store, come gogoverde.it.

Come imbottigliare il vino

Per imbottigliare il vino occorre, come prima cosa, procurarsi delle damigiane o bottiglie che devono essere accuratamente lavate con appositi prodotti per eliminare ogni potenziale residuo al suo interno. Anche quando la bottiglia, oppure la damigiana, sono state appena comprate occorre sottoporle a un corretto lavaggio con acqua molto calda, facendo in modo che ogni germe o batterio siano totalmente rimossi e che la conservazione del vino possa avvenire in maniera ottimale.

Una volta che la bottiglia è pronta per essere usata, bisogna utilizzare un sistema di aspirazione che permette di travasare il vino dallo strumento nel quale è conservato. La travasatrice, ovvero lo strumento che permette appunto di trasferire il vino, deve essere necessariamente pratica da utilizzare. Bisogna, quindi, porre il vino nello strumento e successivamente porre le bottiglie nei vari beccucci dai cui viene fatto scendere il vino.

In questo modo è possibile effettuare un travaso corretto dello stesso vino ed evitare che questo possa colare e quindi sporcare il pavimento, o comunque essere sprecato inutilmente.

Una volta che il vino viene travasato occorre procedere immediatamente con la chiusura della bottiglia. In questo caso occorre sfruttare una tappatrice, anche piccola, e tappi in sughero che impediscano alla polvere di entrare nella bottiglia.

Se il vino viene prodotto in casa non è necessario utilizzare l’etichettatrice, dato che probabilmente il prodotto finale verrà consumato in famiglia o tra conoscenti.

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