Recioto di Gambellara

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Il Veneto è una delle regioni italiane dove il vino è parte integrante della storia, dell’identità, della cultura dei suoi abitanti, in ogni diversa provincia. Uno dei vini più apprezzati è il Recioto di Gambellara, un DOCG (dall’agosto del 2008) che ha produzione limitata solo per la zona che sorge ad ovest della provincia di Vicenza. Qui i terreni sono di natura vulcanica e ricchi di minerali, una condizione preziosa per favorire lo sviluppo della coltivazione della migliore uva Garganega.

Può essere prodotto in due tipologie: Classico e Spumante, e si ottiene vinificando l’uva Garganega, seguendo la più famosa tradizione del posto. Grazie al forte attaccamento alle radici e alle proprie tradizioni, il Recioto di Gambellara è il più nobile degli spumanti vicentini, perfetto per essere consumato con i più prestigiosi dessert italiani. Questo vino ha un colore paglierino, dorato con alcune sfumature ambrate ed è caratterizzato da un sapore armonico, tipico, amabile con un retrogusto amarognolo.

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La storia

La storia di questo vino e di questa vite è alquanto misteriosa, è infatti difficile stabilire con certezza quando ebbe inizio la coltivazione nella zona del Gambellara: grazie ad alcuni studi e testimonianze si pensa che la sua diffusione abbia avuto inizio dagli Atesini e dagli Etruschi, ma furono i Romani a incrementarne la produzione. A confermare questa teoria furono i ritrovamenti di una vinaia e vinaccioli all’interno di una villa romana nei pressi di Montebello Vicentino. Anche il nome di questo vino resta avvolto nel dubbio: vi sono diverse ipotesi e chiavi di lettura tra le quali una discendenza latina del termine “Racemus”, ovvero grappolo; un’altra ipotesi legata al nome chiama in causa Virgilio, il quale lo menzionò per farlo poi risalire al passito denominato Reticio.

Secondo le credenze storiche il “vinum passim” si otteneva vendemmiando le uve che erano rimaste per un mese sulla pianta dopo la raccolta primaria: una volta ben maturi veniva ripuliti dagli acini prima di essere stesi al sole. Dopo averli sistemati all’interno di anfore e di mosto gli acini venivano macerati per una settimana: infine era prevista la torchiatura e la successiva fermentazione che ha permesso poi di ottenere il prodotto che ancora oggi possiamo tranquillamente consumare.

Ancora oggi infatti il metodo di produzione è rimasto fedele alle conoscenze ottenute grazie alla storia, al nostro passato: partendo così dalla vendemmia di uva Garganega si va a depositare i grappoli appendendoli alle travi all’interno di locali arieggiati dove non vi sia traccia di umidità. L’uva così segue il suo processo di appassimento e sarà tenuta sotto controllo fino al mese di dicembre: il mosto ottenuto viene fermentato durante tutto l’arco del periodo invernale per permettere di sviluppare le caratteristiche tipiche di questo vino.

Caratteristiche del Recioto

Nel caso del Recioto è quasi impossibile parlare di varietà, poiché si ha l’esclusiva sia in termine di vigne che di uva Garganega, che sono tipiche solo del Veneto occidentale che produce i vini bianchi, passiti e asciutti. L’essere unico nel suo genere rende speciale questo vino, perfetto per essere abbinato al meglio con dolci (purché non presentino tra gli ingredienti il cioccolato), gelati, zabaione e biscotti savoiardi, quelli farciti, gli integrali o quelli fatti con pasta frolla. Parlando di prodotto tipico veneto però non possiamo non citare il Brasadelo, che è un dolce seco tipico della zona, una sorta di ciambella che si sposa al meglio con questo vino.

Può essere prodotto in due tipologie, Classico e Spumante, che andremo ad analizzare insieme, poiché presentano importanti differenze:

  • Recioto di Gabellara Classico: ha un colore giallo dorato, un profumo intenso e fruttato, con odori di vaniglia e alcune note che richiamano frutta candita e mandorle tostate. Una volta in bocca può dare una sensazione amabile con un gusto armonico e persistente.
  • Recioto di Gambellara Spumante: è caratterizzato da una spuma persistente e un colore paglierino. Anche in questo caso il profumo è fruttato, con odori di uva passa, mandorla, albicocca e miele. Ha un sapore molto più vellutato e armonico che si colloca al punto perfetto tra dolcezza e sapidità.

La gradazione alcolica minima deve essere al 14% per tutte e due le tipologie.

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