“Absinthe”, la leggenda del liquore all’assenzio

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L’assenzio, oltre ad avere molte proprietà curative, è anche un’erba che ha una storia molto particolare che affonda le sue radici soprattutto verso la fine del diciannovesimo secolo, quando venne messa in commercio una bevanda, precisamente un liquore, a base di assenzio che aveva delle forti proprietà allucinogene e che veniva usata moltissimo dai poeti francesi e dai maggiori artisti europei dell’epoca.

L’assenzio, essendo una pianta che nasce anche sui bordi della strada e nei sentieri ed essendo fondamentalmente una pianta molto selvatica, cresce in maniera spontanea e di essa vengono utilizzate le foglie e le sommità fiorite;  le foglie raccolte vengono poi fatte essiccare in un luogo ombroso e particolarmente ventilato.

assenzioTornando al liquore maledetto, in Francia, proprio verso la fine del diciannovesimo secolo l’Absinthe divenne un liquore molto diffuso nell’ambiente dei poeti d’oltralpe dell’epoca ma anche nella ricca borghesia e negli ambienti più poveri del proletariato; la bevanda, avendo avuto un boom di vendite, fece crollare molte aziende produttrici di liquori ed alcolici che persero molti clienti e grosse percentuali di vendite.

Il liquore all’assenzio oltre che essere una bevanda molto economica e dai prezzi molto contenuti, aveva delle forti proprietà allucinogene e, alcuni produttori dell’epoca, per battere la strenua concorrenza di quel periodo, producevano anche Absinthe adulterato con solfato di rame per abbassare i costi ma a discapito della qualità del prodotto; le grandi aziende francesi produttrici di Absinthe invece utilizzavano assenzio di ottima fattura e di conseguenza il liquore aveva dei costi molto più alti, il prodotto poteva essere acquistato soltanto dalla ricca borghesia che costituiva però la minoranza del paese.

Il liquore ben presto fece il giro del mondo ed ebbe successo anche nei paesi oltreoceano come gli Stati Uniti e molti paesi dell’Europa, l’Absinthe fu essenzialmente la vera ispirazione dei poeti francesi dell’epoca che in esso trovarono la loro fonte d’ispirazione e fu utilizzato molto prima anche dai pittori dell’epoca bohemiénne; anche i grandi artisti come Van Gogh, Ernest Hemingway ed Oscar Wilde erano dei grandi consumatori di Absinthe e proprio Hemingway definiva poeticamente il liquore così: “l’alchimia che addormenta la lingua, infiamma il cervello, scalda lo stomaco e trasforma le idee!”.

I grandi poeti maledetti come Rimbaud scrissero le loro opere più belle e significative proprio sotto l’effetto del liquore ed una di queste fu “Una stagione all’inferno”, mentre Picasso dedicò all’Absinthe  una sua opera molto significativa, chiamata appunto “Il bicchiere d’assenzio” del 1911; la bevanda divenne un mito anche per l’uso che queste artisti ne facevano ma ben presto, verso la fine del periodo decadentista in Francia, la bevanda venne messa al bando anche per le sue proprietà tossiche.

Il liquore viene preparato con arte e maestria e sono molto importanti le dosi e i suoi ingredienti, bisogna prendere una parte di assenzio e cinque parti di acqua, mettere il liquore in un bicchiere e, su un cucchiaino forato, adagiare una zolletta di zucchero e su di essa versare qualche goccia del liquore per poi bruciarlo successivamente . La bevanda assumerà alla fine di questa preparazione un colore più chiaro e potrà essere bevuta a temperatura ambiente, “la fata verde” non vi deluderà!

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