Cantine vinicole: quali sono i rischi sul lavoro per i dipendenti

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Ogni comparto produttivo, a prescindere dal settore di appartenenza, dovrebbe conoscere quali sono i rischi della produzione in modo da gestirne la gravità e porvi rimedio. La sicurezza sul lavoro è sempre un tema caldo nel nostro Paese, ma o è soprattutto rispetto a particolare aree di competenza. Pensiamo per esempio alla produzione vinicola: troppo spesso questo settore è ignorato rispetto al tipo di criticità in materie di tutela dei lavoratori. Eppure anche in questo caso si considerano le fasi del ciclo produttivo, i rischi per gli operatori e una serie di misure utili per prevenire incidenti. Ma vediamo di capire insieme quali sono le attività che vengono svolte negli spazi limitrofi e all’interno delle cantine vinicole per capire così come gestirne i rischi.

Il ciclo produttivo nelle cantine vinicole

Per arrivare a capire come agire, bisogna prima di tutto partire dai principali rischi che si presentano per i lavoratori. Un normale processo produttivo prevede questi passaggi:

  1. L’arrivo dell’uva in cantina;
  2. La pesatura del prodotto;
  3. Il processo di pigiatura;
  4. La fermentazione alcolica;
  5. Una fase di follatura e svinatura delle vinacce;
  6. La seconda fermentazione;
  7. Eventuali trattamenti del vino;
  8. L’affinamento;
  9. La fase d’imbottigliamento;
  10. L’immagazzinamento.

A che tipo di rischi si è esposti?

Secondo quanto viene riportato da documenti relativi al controllo del settore si parla di un rischio investimento iniziale da parte dei trattori che si muovono nell’area delle uve. Vi è anche un rischio di cadute e infortuni quando si passa alla tramoggia, e proprio qui, senza una protezione un lavoratore è esposto a lesioni. Ma i rischi maggiori sono quelli che si manifestano quando il lavoro è incentrato sulle postazioni sopraelevate: qui si utilizzano spesso delle scale per riuscire a raggiungere le sommità dei vasi vinari. Ecco perché dovrebbe essere prevista l’introduzione di scale fisse per esempio, dotate di requisiti tecnici che tutelino i lavoratori dai rischi di infortunio.

A livello chimico poi non possiamo non considerare l’alta presenza di anidride carbonica che si verifica durante la prima fermentazione. E tutto questo, in uno spazio chiuso può determinare un alto inquinamento. Ma i gas asfissianti si possono poi trovare in fase di pulizia delle autoclavi, nel caso in cui ci sia il bisogno di rimuovere manualmente dei residui.

In che modo gestire tali pericoli sul lavoro?

Ora che abbiamo maggiore consapevolezza rispetto ai rischi, è opportuno capire in che modo porvi rimedio prevenendo ogni pericolo. La prima cosa da fare è seguire dei corsi per la sicurezza dei lavoratori, magari scegliendo una consulenza alimentare da parte di professionisti del settore. Analizzare e progettare dei sistemi di prevenzione è doveroso per gestire ogni rischio e rendere sicura la zona di lavoro. L’assistenza iniziale permette di ottenere risultati nel minor tempo possibile, applicando miglioramenti o cambiamenti tecnologici dove possibile. Il tutto nel rispetto delle normative vigenti. Gli obiettivi sono chiari: gestire sicurezza e salute in azienda, formare il personale e capire in che modo gestire le emergenze.

Esempi di misure di prevenzione

Tra le misure da prendere in considerazione troviamo sicuramente:

 L’aerazione delle zone di lavoro, così da evitare l’esposizione ai gas asfissianti;

  • Scegliere attrezzature a pressione o di sollevamento che siano certificate;
  • Prevedere impianti elettrici e termici da sottoporre a verifiche periodiche;
  • Introdurre parapetti fissi, scale fisse e ricreare zone con basi antiscivolo;
  • Garantire ai lavoratori un abbigliamento consono con calzature antiscivolo;
  • Programmare procedure rigorose di pulizia e igienizzazione.

 Per maggiori dettagli specifici e casistiche personalizzate è opportuno rivolgersi a consulenti pronti a suggerire una serie di modifiche necessarie per eliminare ogni tipo di problematica o pericolo. Potrebbe anche essere necessario installare armadietti chiusi, utilizzare DPI per vie respiratorie e altre protezioni come guanti, tute e occhiali particolari per massimizzare la sicurezza personale.

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